Home
  • Home
  • BLOG
  • Marco Risi racconta il suo film “Cha cha cha”

Marco Risi racconta il suo film “Cha cha cha”

22 Ottobre 2017 BLOG


Uno scrupoloso film di genere che racconta la storia del detective Corso alle prese con un difficile caso che ha per protagonista un minorenne.

Una prova difficile e convincente che mette in luce il talento dei protagonisti sapientemente guidati da Marco Risi che spiega: “Il cinema anticipa il presente e permette di vivere tante vite” . Risi e’ un uomo con le idee chiare, tanto e’ vero che ha iniziato a fare film prestissimo. Figlio del celebre regista Dino, ha al suo attivo quasi una ventina di film tra i quali i fortunati “Soldati 365 all’alba”, “Mary per sempre”, e “Ragazzi fuori” per citarne alcuni. Tre di essi hanno come protagonista Claudio Amendola. E adesso Marco Risi rotorna con un film tutto nuovo: “Cha cha cha”, un noir con un cast icnredibile: Claudio Amendola, Luca Argentero ed Eva Herzigova.  Tra le curiosità del film,  il cappotto indossato nel lungometraggio da Argentero è in realtà di Risi.  Un regista dotato di uno straordinario talento. che, con eleganza, si racconta in questa intervista.

Il film Cha cha cha è un noir. Perché questa scelta?

«In effetti è qualcosa che non si capisce bene perché Cha cha cha potrebbe sembrare un film musicale, una commedia, e invece parla di cose serie. E’ un thriller, un noir che inizia con un incidente in cui muore un ragazzino. Su questo indaga un investigatore che scoprirà parecchie cose, soprattutto che quello che all’apparenza sembrava normale in realtà non lo era.  E ci sono così tanti intrecci che, alla fine, viene davvero voglia di scoprire cosa sia successo veramente».

Perché questo titolo?

«Cha cha cha perché l’ambientazione è in una Roma molto scivolosa e pericolosa politicamente. Per cui, per ballare bene il cha cha cha bisogna saper scivolare bene e quindi questa potrebbe essere una spiegazione. E poi nel film ha un senso perché ci sono un paio di scene in cui si vede un personaggio che si sta preparando per una gara di cha cha cha».

Come ha scelto i protagonisti?

«Ho scelto gli attori in base alla loro fisicità, intensità e intelligenza. E’ vero che Eva Herzigova non è un’attrice. L’ho scelta perché per questo film volevo una bionda alla Hitchcock e lei secondo me la incarna perché è una via di mezzo tra Grace Kelly e Kim Basinger. Ho scelto Luca Argentero perché già dai primi film, (l’ho seguito parecchio) mi interessava per il suo sguardo. Facendo sempre commedie leggere è quasi sempre costretto a sorridere, e ha tra l’altro un bellissimo sorriso. In questo film, invece, lo volevo diverso: serio, malinconico, romantico».

Claudio Amendola ha già preso parte ai suoi film più importanti, Mary per sempre e Soldati 365 giorni all’alba. Come mai l’ha scelto di nuovo?

«Perché mi rimproverava di aver girato pochi film insieme, soltanto due. Devo dire che mi sono trovato molto bene nel dirigerlo e avevo voglia di rivederlo e di capire, dopo dieci anni di Cesaroni, a che grado di cinismo fosse arrivato e devo dire che ha raggiunto una bella vetta. Ed era perfetto per il ruolo di cinico che ha poi interpretato magistralmente in questo mio film».

Pensa che il cinema italiano oggi sia in crisi?

«Beh, il cinema è in grande difficoltà in Italia perché siamo tutti in grande difficoltà e bisogna sempre farsi venire tante idee per trovare i soldi».

© INTERVISTA PUBBLICATA SU TAORMINA TODAY

 

Share

Leave a Reply