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LE MIE INTERVISTE: GIANLUCA GRIGNANI


© INTERVISTA PUBBLICATA SU VISTO N.34 (20 Agosto, 2015)

«Vorrei essere stato abbracciato di più o amato di più. Così sarei più dolce». Si racconta così Gianluca Grignani, a poche ore da un concerto. I suoi occhi sono accesi, pizzicano. Le sue espressioni dicono che è esattamente la persona che appare: determinata ma con mille fragilità. Un Grignani sensibile, fragile, pancia più che testa, che fa fatica ad esternare la sua dolcezza. «Mia madre è una donna dura, molto dura». Un uomo segnato dal difficile rapporto con la madre, alla quale ha dedicato una canzone molto commovente contenuta nell’album “A volte esagero”. Il ritratto inedito di un personaggio diverso da quello che la stampa ha mostrato negli ultimi tempi.

Nel suo ultimo album dedica a sua madre Elba una canzone, Madre. Per quale motivo?

«Mia madre è una donna dura, molto dura. Mi è stato più volte chiesto come mai non la cercassi mai. La risposta l’ho ottenutaandando da uno psichiatra. Mi ha spiegato che tutto ha origine dalle sue assenze: lei non c’era quando la cercavo, a suo avviso era il modo giustoAnzi, quando più avanti le ho chiesto spiegazioni, lei mi ha risposto che lo faceva proprio apposta perché era così che dovevo crescere».

Ma suo padre?

«C’era… però diciamo che mia madre è una donna forte. Se io fossi stato una madre non sarei stato così».

Lei ha quattro figli: Ginevra, Giselle, Giosuè e giona. Che padre tenta di essere?

«Sono complicato, mi faccio mille paranoie, ho paura di sbagliare, voglio sempre essere all’altezza della situazione. Non voglio commettere l’errore di indurre i miei figli ad avere paura di me, perché sono una persona abbastanza chiusa. Faccio un esempio su tutti: i bambini entrano in camera mia senza nessun timore, spalancando la porta anche se magari sto dormendo, magari perché in quel momento stanno cercando la mamma, che è in giro per casa. Invece c’è gente che non lo permetterebbe mai. Questo è il mio carattere, e mi fa piacere che non abbiano paura di me: sanno che in realtà sono un buono, anche se ho un modo di fare molto burbero, probabilmente dovuto a come sono stato cresciuto. Sanno che per loro ci sarò sempre».

Cosa cambierebbe del tuo passato?

«Vorrei essere stato abbracciato di più o essere amato di più. Così sarei più dolce».

Quindi non lo è?

«Non so esternare la mia dolcezza perché è una dolcezza interna, molto personale, molto mia. Io non sono capace di accarezzare».

La canzone della sua vita?

«L’amore che non sai».

Perché?

«Perché tu mi ami come non mi hanno amato mai».

Ma non è la strofa della canzone che ha dedicato a sua moglie Francesca Dall’Olio?

«E’ un inciso. Lei mi ha insegnato l’amore che non sai. Ho capito che mia moglie non poteva comprendere una canzone così importante proprio perché, da bambina, è stata amata talmente tanto da non potere capire cosa voglia dire non essere stati amati. Quindi non può comprendere l’amore che una persona prova quando non gli è mai stato dato».

Questo suo ultimo album, A volte esagero, contiene due brani molto particolari:  “Il mostro” e “Maryenne”. Come nascono, chi o cosa li ha ispirati?

«Il primo è dedicato ad una mia amica che è andata a Medjugorje per uscire da una situazione difficile; Marianne, invece, è una ragazza immaginaria».

Che cosa è cambiato nel suo modo di comporre rispetto all’album precedente, “Natura umana”?

«Fondamentalmente penso di essere diventato più bravo a scrivere. Con gli anni sono migliorato».