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L’arte del vero critico: intervista a Vittorio Sgarbi

28 Aprile 2017 BLOG


IL SUO NUOVO LIBRO SI INTITOLA “L’ARTE CONTEMPORANEA”: “NON È UN FATTO IDEOLOGICO MA CRONOLOGICO. CON ME NON C’È DOGMA”. SUL CASO SALEMI: “STATO È CONTRO LA SICILIA”

Critico d’arte, opinionista, personaggio televisivo e scrittore italiano. Tutto questo e molto di più è Vittorio Sgarbi. Esternazioni spesso irritanti e modi non troppo garbati lo hanno reso uno dei più noti personaggi televisivi degli ultimi tempi. L’ho incontrato a Caltagirone in occasione del decennale dell’Accademia della cucina e, al di là degli aspetti ruvidi o sgradevoli del suo narcisismo evidente, posso dire che Sgarbi è un personaggio istrionico dotato di una splendida intelligenza unita ad una cultura non indifferente. In modo gioviale, cortese e rocambolesco, tra una lezione di storia dell’arte e una sistemata al ciuffo, ha accettato di farsi intervistare.

1) Lei è stato ospite del decennale dell’Accademia della cucina. Cosa Le piace mangiare?
Mi piacciono prevalentemente i primi piatti per lo più legati alle tradizioni del luogo. Oggi abbiamo una tradizione di ottima cucina che spesso però non viene ben presentata sul piano estetico come quella francese e orientale”.

2) E’  stato il fondatore del Partito della Bellezza. Che cos’è la bellezza per Vittorio Sgarbi?
Il Partito della Bellezza faceva riferimento all’Italia intesa come il paese della bellezza, dell’arte, della cultura. La bellezza era dunque rappresentata dal patrimonio artistico e culturale che la storia ci ha lasciato e che oggi noi abbiamo il dovere di difendere”.

3) Il suo ultimo libro si intitola “L’arte contemporanea”, definita contemporanea tale in quanto è arte presente. Ce ne vuole parlare?
Il mio ultimo romanzo è un discorso non troppo lungo sopra l’arte contemporanea intendendo l’arte contemporanea come qualcosa di generale quindi non solo quello che è fatto da te o da me; è ciò che esiste, ciò che è esistito e continua a vivere. Nel libro si elimina il pregiudizio, spesso prevalente, che l’arte contemporanea sia tutta provocazione o ricerca. Il senso del libro è questo: è il continuo esserci a rendere l’arte costantemente contemporanea”.

4) Ho notato che il suo libro ha due copertine, perché questa scelta?
“Esattamente. Questo libro ha due copertine ed è la prima volta che esce. L’idea della doppia copertina nasce da mia sorella. Tu prendi il libro ma non puoi pensare che io ti dia un dogma dell’arte contemporanea dicendo che questo è più contemporaneo di quello o questo è più moderno. Perché la contemporaneità non è un fatto ideologico, è un fatto cronologico. Nel libro parlo di Landolina, di Gaetano Pesce, di Antonio Lopez Garcia che sono tutti contemporanei nel senso che agiscono nello stesso tempo. Quindi questo presente dell’arte è il tema del libro che è uscito il 9 maggio e che ho presentato al salone del libro di Torino”.

5) Cosa ne pensa degli ultimi avvenimenti politici in Sicilia e delle probabili dimissioni del presidente della Regione?
(sorride, ndr)… Mi ha detto Lombardo che vorrebbe votare in un tempo diverso dalle politiche. Pertanto, se le politiche sono a scadenza naturale Lombardo anticipa e si dimette prima; se le politiche sono prima lui va a scadenza naturale. Siamo in realtà alla fine forzata della legislatura sia per lui come Presidente della Regione come per me è stato come sindaco di Salemi.

6) Lei si è dimesso dalla carica di sindaco del comune di Salemi e si sta proponendo come sindaco di Cefalù, perché?
Avevo deciso di candidarmi come sindaco di Cefalù per ribellione contro leggi sbagliate. Lo Stato è contro la Sicilia ed inventa situazioni che non ci sono, legate a vent’anni fa, solo per tenerla sotto scacco.

7) Quando la rivedremo in televisione?
Chissà…

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