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Kate Perry contro due suore: “Questo monastero non s’ha da comprare”

29 marzo 2018 BLOG



Katy Perry ha offerto 14,5 milioni per acquistare un ex convento, due suore si sono opposte: «Mai a quella donna scandalosa».

© ARTICOLO PUBBLICATO SU VISTO n.13 (Marzo 2018)

«Questo monastero non s’ha da comprare», avrebbe detto don Abbondio ne I Promessi sposi. Qualcuno potrebbe sintetizzare così la vicenda che contrappone la popstar Katy Perry e l’arcivescovo di Los Angeles da una parte, e due suore del Santissimo e Immacolato Cuore della Beata Vergine Maria dall’altro. Una storia che sembra davvero uscita dalla penna di Alessandro Manzoni, e che negli ultimi giorni ha presole tinte del dramma con la morte improvvisa, in un’aula di tribunale, di una delle due suore “ribelli”, Catherine Holzman .
Il pomo della discordia è l’acquisto di un ex convento di 8 acri su Los Feliz Boulevard, che era stato residenza delle sorelle fino al 2011, fino a quando l’arcidiocesi  le ha costrette a spostarsi in altre località. Solo in due hanno disobbedito: suor Catherine, appunto, e suor Rita Callanan, entrambe ultraottuagenarie. Si arriva così al 2015 quando la cantante di Chained to the Rhythm, figlia di due predicatori pentecostali, ma nota per gli atteggiamenti sexy e spregiudicato sul palco e fuori, ha fatto una proposta di acquisto per gli 8 acri e gli edifici in stile romano posti all’interno, offrendo 14,5 milioni di dollari. Suor Catherine e suor Rosa però, si sono opposte vivamente. La ragione? Non approvavano il comportamento pubblico tenuto dalla cantante, i testi delle sue canzoni e la sua presunta passione per la stregoneria. «Katy Perry rappresenta tutto ciò in cui non crediamo», aveva dichiarato senza peli sulla lingua. Nemmeno facendo un tatuaggio al polso con la scritta Jesus la cantante era riuscita a convincere le suore a cedere la tenuta. Ma le suore ottantenni hanno fatto di più: senza chiedere l’approvazione dell’arcivescovo, si sono accordate per vendere il monastero a un’imprenditrice locale Dana Hollister che ne avrebbe fatto un hotel di lusso, proponendo un milione di dollari in più sull’offerta della popstar.

In tribunale

Nel 2016 il giudice della Corte Superiore della contea di Los Angeles, Stephanie Bowick, ha però decretato invalida la vendita alla Hollister perché l’edificio appartiene all’arcidiocesi di Los Angeles, spianando così la strada alla cantante pop. Ha ordinato altresì all’incauta ristoratrice di pagare milioni in danni compensativi per aver interferito nella vendita della proprietà alla cantante, penale che l’ha mandata in bancarotta. Ma le due suore non si sono arrese e hanno continuato la battaglia legale. Durante l’udienza in tribunale dello scorso 9 marzo, suor Holzman si è sentita male ed è morta. Aveva 89 anni e aveva preso i voti all’età di 18. Poche ore prima del malore fatale, la suora aveva criticato aspramente in Tv la sentenza che consentiva all’arcidiocesi di proseguire nella vendita. Rivolgendosi poi alla cantante aveva urlato: «Katy Perry, per favore fermati. Tutto ciò non sta facendo bene a nessuno!». L’improvvisa morte della suora, naturalmente, è stato uno shock per tutti. L’arcivescovo José Gomez si è offerto di celebrare una messa in onore della defunta, alla quale ha riservato parole di gratitudine. «Suor Catherine Rose ha servito la Chiesa con dedizione e amore per molti anni e oggi ricordiamo la sua vita con gratitudine». Kate Perry, dal canto suo, per risolvere definitivamente la vicenda, ha promesso di procurare alle suore «una proprietà alternativa come casa di preghiera», del valore di 4,5 milioni.
Ma ora l’ultima parola spetta a Papa Francesco. Ebbene sì, perché per le proprietà al di sopra del 7.5 milioni di dollari il codice canonico prevede che il permesso di vendita arrivi direttamente dal Vaticano. Riuscirà alla fine Katy Perry ad entrare in possesso del monastero?

 

 

 

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