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Dalila Di Lazzaro racconta i suoi animali nel romanzo “La vita è così”

23 Novembre 2017 BLOG LIBRI


Nei momenti bui mi l’ha salvata il suo gatto “centenario”, un micio di 22 anni, protagonista insieme al suo labrador della sua ultima fatica letteraria.

© Articolo pubblicato su Visto n.43 (26 ottobre 2017)

Per risolvere una crisi personale, per avere un’oasi di conforto nel dolore, niente di meglio di un animale da compagnia. Meglio ancora se sono due. Un cane e un gatto. E’ questo il messaggio lanciato dall’ultimo libro di Dalila Di Lazzaro, La vita è così. Passioni e virtù per uscire dalle crisi, edito da Piemme. Un romanzo che è anche un percorso di vita fatto di incontri, ricordi e racconti, dove però gli animali diventano forza e sostegno. Non a caso uno dei personaggi principali è il suo gatto Domenico, ribattezzato per l’occasione Sole, insieme al suo amico del cuore, un labrador di nome Happy. Dalila Di Lazzaro non ha bisogno di molte presentazioni: sguardo di una tigre e charme da vendere, Per tanti anni ha recitato in film di successo ma dopo un gravissimo incidente stradale ha dovuto abbandonare la sua carriera televisiva dedicandosi completamente alla scrittura e diventando, così, autrice di diversi bestseller. Il gatto è per lei quasi un animale del destino: nel 1977, infatti, recitò nel film di Luigi Comencini intitolato proprio “Il gatto”, con Ugo Tognazzi e Mariangela Melato. Adesso, a quarant’anni di distanza, sempre un gatto, è ancora un gatto, appunto Domenico, a segnare la sua vita, insieme al cagnolino Happy. Un gatto di ben 22 anni, che equivalgono ai cent’anni di un uomo.
«Ho scritto ben cinque romanzi con lui spaparanzato sopra i miei block notes e appunti: è davvero un micio letterato!» dice l’ex attrice ora scrittrice. «Anche in questo momento, mentre sto scrivendo il mio nuovo romanzo, lui è proprio qua, steso sul grande divano, tra fogli sparsi ovunque che trattiene con le zampette senza strapparli e li annusa soddisfatto», racconta.
Una convivenza insolitamente amorevole quella tra i due felini, un gatto e un labrador, che si sono ritrovati a condividere non solo la stessa padrona ma anche il medesimo tetto, come la scrittrice racconta in alcuni capitoli del suo romanzo autobiografico: «Quando arrivò Happy nella nostra vita, contrariamente a quello che si può credere, Sole lo accolse subito con gioia, non lo reputava un rivale, ma lo vedeva come un allegro compagno di giochi», scrive la Di Lazzaro. «Era stupendo vederli insieme, sembravano due fratelli pelosi che amorevolmente si dividevano il territorio e il mio affetto». Il racconto della Di Lazzaro, attraverso aneddoti e schegge di pensiero, regala ispirazioni per superare le grandi e piccole crisi: dalla sconfitta professionale alla malattia, passando per la fine di un’amicizia o la morte di un animale a cui si era molto affezionati, come nel caso di Happy.
Ecco un brano: «Il giorno in cui Happy se ne è andato, è stato il micio a venire a svegliarmi e a graffiare la porta della mia stanza per richiamare l’attenzione. Happy non era nella sua cuccia. Si era trascinato verso la porta di casa per morire, forse avrebbe voluto poter uscire».

«E’ come se lo avessi scritto insieme a lui»

Il libro è pieno di aneddoti simili. Eccone un altro: «Quando toccò a Happy togliere una ciste dalla schiena, Sole gli praticava sul dorso, il tipico massaggio felino, come dovesse impastare il pane con le zampette, carezzandogli il pelo con una modalità che nei gatti è indice di grande piacere e familiarità». «Solo le bestiole hanno una tale purezza d’animo», dice adesso la scrittrice.
«Con il mio racconto voglio far capire che ogni persona sola, soprattutto se anziana, dovrebbe avere un can o u gatto con cui condividere la propria esistenza».
Con una sincerità disarmante, animo autentico e genuino, Dalila Di Lazzaro si svela al lettore esponendosi in prima persona e mostrando la sua vera essenza di donna, forte e coraggiosa nell’opporsi all’annientamento del dolore che la vita le ha offerto a piene mani.

 

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