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Antonello Venditti infiamma il Teatro Antico di Taormina

20 Giugno 2017 BLOG


Trentadue canzoni per più di tre ore di concerto. Teatro pieno. Questi i numeri di Antonello Venditti che, in una notte di fine estate, tra vecchi e nuovi successi, ha fatta cantare, ballare e sognare centinaia di persone accorse per vederlo.

Teatro antico di Taormina. Tutto pieno malgrado i 35 gradi di temperatura. Alle 21.30 si sente la sua voce. E’ Antonello Venditti, classe ’49. Con “Tortuga”, la canzone che dà il titolo al suo ultimo album, sale sul palco. Camicia nera e jeans, l’inconfondibile stile di Antonello. Microfono in mano, cuore e voce, i suoi strumenti. Resta in silenzio, nessuna presentazione. Si accendono le luci e subito il palco si infiamma. Sulle note di “Raggio di luna” Venditti fa il suo ingresso, davanti al teatro gremito e inizia a cantare. Sembra emozionato. L’inizio è a singhiozzi. La voce non è ancora abbastanza calda. Segue il brano “Giulio Cesare”. Venditti, tra lo stupore generale, dimentica parti del testo. Ma rimane con il sorriso stampato sul viso. Sa che il meglio deve ancora venire. E difatti, voce calda e cuore in mano, l’inizio in sordina si trasforma in un vero e proprio spettacolo. Tre ore di concerto che raccontano il Venditti del passato e del presente. Da successi come “Giulio Cesare”, “Il compleanno di Cristina, “Alta marea”, “Amici mai”, “Peppino”, “Piero e Cinzia”, “Raggio di luna”, “Stella”, “Lilly”, “Sotto il segno dei pesci”, “Bomba o non bomba”, “Sara”, “Ci vorrebbe un amico”, “Notte prima degli esami”, “Questa insostenibile leggerezza dell’essere”, “Ogni volta”, “Amici mai”, “Alta marea”, “Roma capoccia”, “Benvenuti in paradiso”, “Grazie Roma”, “Che fantastica storia è la vita”, “In questo mondo di ladri”, passando per “Unica”, “Dalla pelle al cuore”, per arrivare fino alle nuove: “I ragazzi del Tortuga”, “Cosa avevi in mente”, “Ti amo inutilmente”, “Non so dirti quando”, “Tienimi dentro te”, “Attento a lei”, “L’ultimo giorno rubato”.
Magistrale l’interpretazione di “Lilly”, una performance da brividi. E su questa canzone ritorna il ruggito del leone. Poi Venditti si siede al pianoforte. Inizia la magia. Bellissima l’inedita versione di “Sara”, una delle canzoni più care e amate dal cantautore romano. Una versione più dolce, accompagnata dal suono del pianoforte. Dopo un’ora e mezza di concerto c’è il ricordo degli eroi. Falcone e Borsellino capeggiano sullo schermo alle sue spalle. «Non mancano gli eroi, gli eroi minori, quelli che danno la vita perché credono in qualche cosa in cui non crede più nessuno: ovvero lo Stato” spiega il cantante. Poi il passaggio all’Italia “Dopo tanti anni di disunione ci terrei tantissimo che l’Italia diventasse finalmente un paese completo, con tutte le sue isole e i suoi non ponti. Sarebbe l’ora che diventasse il paese bello che siamo».  Ricomincia lo spettacolo. Venditti balla, canta, salta e la gente canta e batte le mani con lui. E’ bellissimo sentire dal vivo “Notte prima degli esami”, passando per “Questa insostenibile leggerezza dell’essere”.
La scenografia è come sempre bellissima, ma stavolta lo schermo in alto e le luci sono davvero spettacolari. Sulle noti di “Benvenuti in paradiso” tutto il pubblico si alza in piedi, dalla platea alle gradinate e muove le mani cantando. Dappertutto si vedono le luci dei telefonini accesi a scattare foto o immortalare del momento. Poi il cantautore romano presenta singolarmente la band che lo accompagna da sempre. Un attimo dopo Venditti si scatena e a gran voce canta “In questo mondo di ladri”. Alla fine si spengono le luci e il cantante e i musicisti escono. Qualche minuto dopo rientrano e insieme danno vita ad una strepitosa performance di “Roma capoccia” seguita, in chiusura da “Grazie Roma” quasi come sigillo di un mito che ormai è più che mai consolidato. Tre ore di spettacolo e più di trenta canzoni. Pubblico in visibilio che rimane a guardare ed applaudire presente fino alla fine. Quando si dice artista, si dice Antonello Venditti.

 

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