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Alex Belli in “The Broken key”, il nuovo film di Louis Nero

13 Settembre 2017 BLOG


«Purtroppo non sto diventando padre. Per ora sono papà solo di due bellissimi gatti». Alex Belli smentisce così la notizia che circola da qualche settimana sulla presunta gravidanza della moglie, la modella Katarina Raniakova. «Fino a ieri abbiamo valutato che fosse meglio non fare bambini, perché avevamo entrambi due vite impegnate. Oggi, a trentatré anni, devo dire la verità: sento che è arrivato il tempo» dice però l’attore che, dopo aver indossato i panni del naufrago all’Isola dei famosi 10 si toglierà lo sfizio di recitare accanto al grande Rutger Hauer nell’ultimo film del regista torinese Louis Nero, The Broken Key.
E a Visto racconta la sua passione per la fotografia. «Metà della mia vita artistica non è davanti la telecamera, bensì dietro la macchina fotografica. Vorrei poter raccontare anche questo un giorno».

Qualche mese fa si è parlato molto del suo presunto flirt con Cristina Buccino all’Isola dei famosi e della presunta “vendetta” di sua moglie con il modello Emanuele Fiore. Possiamo dire che i dissapori tra di voi sono archiviati una volta per tutte?

«Assolutamente sì. Katarina e io andiamo d’amore e d’accordo. Siamo una coppia rodata che ama confrontarsi su tutto. Perché poi diciamolo, il bello è questo: la vita di coppia non è semplicemente condividere un tetto, ma condivide una vita».

Perché ha deciso di fare l’isola?

«Perché mi è sempre piaciuta. Ho sempre voluto farla. A me del reality mi importava relativamente poco. Mi interessava, invece, l’esperienza dell’isola. E’ proprio questa la differenza, la chiave di lettura, se  vuoi leggere la mia esperienza su questa cosa qui. Io faccio l’attore, faccio tutt’altro. Perciò se vado lì è perché una produzione mi chiama e perché voglio fare questa esperienza. Avrei fatto anche Survivor, mi sarebbe piaciuto un casino. Anzi, ti dico di più. Se l’isola dei famosi fosse più Survivor sarebbe un’esperienza ancora più forte. Io all’isola il mio limite non l’ho raggiunto».

Cosa non le piace del suo carattere?

«Una marea di cose. Da buon emiliano sono caloroso e impulsivo, a volte, però, preferirei essere un po’ più riflessivo».

Però in fondo all’Isola dei famosi lei agli spettatori è sembrato riflessivo.

«Beh, in effetti lo sono stato. Quando decidi di andare a fare un programma come l’Isola dei famosi, dove sai che vieni messo dentro un recinto con altri dodici compagni, sai per certo che non potrai stare simpatico a tutti. Se poi aggiungi la fame ed altre problematiche, è normale che vengano a rompersi determinati equilibri. Perciò ho preferito mettermi in un animo zen e sopportare, perché altrimenti se cominci a creare asti, attriti e litigi è finita».

Lei ha appena iniziato le riprese del film “The broken kay”, regia di Louis Nero, dove  interpreterà il ruolo di Snake accanto a Rutger Hauer, l’indimenticabile protagonista di Blade Runner. Come si sta preparando al ruolo?

«Nel film interpreto Snake, un uomo nero, una sorta di man in black. E’ un personaggio molto scuro, a tinte dark che poi è praticamente l’ombra di un altro personaggio all’interno del film. La difficoltà maggiore che sto riscontrando è la lingua perché recitiamo in inglese. La lingua italiana  ha numerose sfumature che ti permettono di essere più libero, invece in inglese puoi usare solo le parole che ha scelto lo sceneggiatore, senza poterti abbandonare all’improvvisazione».

Sei anni di Centovetrine nel ruolo di Jacopo Castelli. Mi racconta un aneddoto divertente accaduto sul set?

«Ce ne sono talmente tanti… Quello che preferisco è questo: dovevo girare una scena d’amore e il regista voleva che sul set utilizzassimo del ghiaccio. Devi sapere che nei set si usa il ghiaccio finto, fatto di plastica. La scena consisteva nel rovesciare tutto il ghiaccio a terra per poi sdraiarcisi sopra. Giurando la scena successe che tutti questi pezzettini di ghiaccio di plastica, tra l’altro duri, si appiccicavano dietro, per cui da una scena di sesso siamo passati ad una scena comica».

Cosa lamenta della tv di oggi?

«Mi lamento del fatto che il contenitore televisivo, anzi i contenitori televisivi che abbiamo oggi sono troppo aridi di contenuto artistico. Io sono un artista con tante cose da fare e da dire. Sono nato con il teatro, sono un musicista, ho uno studio fotografo, quindi scatto foto. Metà della mia vita artistica non è davanti la telecamera, bensì dietro la macchina fotografica. Vorrei poter raccontare anche questo un giorno. Però mi rendo conto che tecnicamente non esiste uno spazio televisivo perché ormai si racconta o la cronaca nera o il gossip».

Pensando a tutti i lavori che ha fatto fino ad oggi, c’è qualcosa che assolutamente non rifarebbe?

«Sono del parere che tutti i lavori, compresi i più umili servano a farti crescere. Bisogna saper guardare all’aspetto positivo delle cose. Spesso un errore aiuta a migliorarti. Del resto lo dice anche il famoso detto “Sbagliando si impara».

 

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